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del Circolo di Montagnana (PD) | |
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CHI SIAMO
Giovani delle Acli:
Architetti o profeti?
E' un sentimento misto tra il timore e il coraggio che rappresenta la scelta di giocarsi in proprio. Impegnare del tempo in GA, GA come Giovani delle ACLI o GA come Grande Avventura, è proprio una scommessa, la scelta di iscrivere il proprio tempo libero in una dimensione di impegno, personale e comunitario. È così che GA è allo stesso tempo la storia di ciascuno di noi e la storia di tutti, di noi gente normale che ama, soffre, studia, lavora, si arrabbia, gioca, sostanzialmente vive. Abbiamo scelto che GA sia uno spazio di partecipazione, un luogo dove la nostra storia e le nostre passioni assumano un significato condiviso nella vicenda associativa, non un tempo per omologarsi, ma una tela da dipingere tutti insieme, ciascuno di noi con le proprie diversità. È con questo stile che abbiamo scelto di essere attenti alle vicende di tutte le giovani donne e i giovani uomini che affrontano il mercato del lavoro, che vivono la politica con entusiasmo, difficoltà e delusione, che vivono la complessità delle relazioni e della fede. Nelle pagine web di questo sito cerchiamo di dare uno spaccato significativo di ciò che è il gruppo GA di Montagnana, cioè un'esperienza viva, nella quale a ciascuno è permesso di essere protagonista a modo suo. Siamo quello che viviamo in prima persona e non ciò che vorremmo fare ed essere. È questa la ragione perché abbiamo voluto presentare prima di tutto le esperienze, perché sono questi gli eventi che rappresentano la sostanza del nostro stare insieme. Fare GA è sostanzialmente essere giovani e vivere in maniera giovane l'approccio con il mondo del lavoro, con la complessità della politica, con le questioni dell'immigrazione e della cittadinanza, con l'esperienza della fede. Fare GA, per un periodo della propria vita, è una modalità vivace di stare nelle ACLI, di contribuire al progetto di sviluppo sociale e culturale del movimento e della società italiana. E' anche e soprattutto un modo per vivere il proprio battesimo, per essere cristiani di frontiera, sentinelle del mattino, per sperimentare una fede che si misura con il mondo, per il bene comune, per la giustizia, a partire dai piccoli compiti che ci assumiamo. E' per questo che le regole del nostro stare insieme, gli strumenti, non sono un limite alla libertà di espressione di ciascuno, bensì sono una maniera per organizzare le nostre azioni e la nostra solidarietà. Abbiamo deciso di investire nella formazione e nella comunicazione, seppure con una modalità giovane e leggera come quella delle Agorà e di internet, perché non c'è crescita associativa senza la crescita delle persone. Ci siamo orientati a pensare glocalmente la nostra azione sociale, per essere dei cittadini ancora protagonisti nonostante il forte effetto di sradicamento identitario e comunitario che la globalizzazione reca con sé. Eccoci allora dibattuti tra questo eterno dilemma: architetti o profeti? Giovani capaci di costruire la solidarietà, progettare la passione per il civile, per l'altro, l'educazione alla politica e al mondo del lavoro, oppure gente che sa sognare, immaginare e quindi "vedere" nuove vie per il futuro? Se sapremo usare braccia e cuore saremo sia architetti che profeti, saremo giovani uomini e giovani donne che investono in gesti e parole di solidarietà, democrazia e impegno civile. |
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